La Svalutazione del Lavoro nell’Era dell’AI

La scorsa settimana ho avuto il piacere di assistere a un incontro, organizzato da “Internazionale”, moderato da Alberto Puliafito, giornalista, direttore di Slow News e autore di Artificiale, la newsletter dedicata all’AI.

I relatori erano Laura Turini, avvocata esperta di diritto delle tecnologie, Giovanni Boccia Artieri, professore di sociologia dei media e dei processi digitali e Francesco Eandi, direttore sviluppo software della Sistemi spa.

Svalutazione del lavoro

Gli argomenti e gli spunti di riflessione sono stati ovviamente numerosi, vorrei soffermarmi, però, su uno in particolare: la svalutazione del lavoro.

Ogni giorno leggiamo previsioni apocalittiche sui lavori che l’intelligenza artificiale svolgerà al nostro posto e, di conseguenza, sul numero di lavori che saranno oggetto di inevitabile “estinzione”.


Basta schiacciare un bottone

Al netto delle esagerazioni, create ad arte dalle aziende che devono vendere questi prodotti e generare “hype”, è indubbio che il mondo del lavoro subirà, anzi sta già subendo, una radicale trasformazione.

C’è, però, un’altra trasformazione, ancora più subdola, che sta portando alla svalutazione del lavoro fatto utilizzando l’Intelligenza Artificiale.

Grafici, fotografi, giornalisti e creativi in genere, sempre più spesso, devono fare i conti con clienti che, rinfacciando l’utilizzo dell’AI tendono a sminuire il valore del lavoro svolto e di conseguenza il valore economico della prestazione. È una convinzione che si sta radicando e si basa sulla considerazione che “basta schiacciare un bottone” per ottenere immagini strabilianti, articoli interessanti e loghi memorabili.


Un atteggiamento a volte miope, altre studiato con l’obiettivo di ottenere un forte sconto sulla prestazione. Difendersi da questo meccanismo diventa allora un obbligo, pena la svalutazione del proprio lavoro


Cosa fare?

Ma quali armi possiamo utilizzare nel momento in cui le applicazioni diventano ogni giorno più semplici da utilizzare e alla portata di tutti? Bisognerà, sempre di più, far leva sulle capacità intellettuali e progettuali. Il cliente dovrà dare un valore, non solo all’esecuzione, ma alla capacità creativa, comunicativa e alla visione personale che il professionista mette nel lavoro.

L’esecuzione probabilmente diverrà una parte marginale, una delle voci che compongono il tariffario e neanche la più importante.

La rivalutazione

Per realizzare questa “educazione” del cliente e comunque del fruitore dell’opera realizzata con il supporto dell’Intelligenza Artificiale, sarà necessario produrre idee originali e personali. Una vera e propria firma di riconoscimento, un valore autoriale tangibile fatto di cultura, prospettiva, modo di vedere, aggiornamento e impronta personale.

Il solo modo per ribaltare la situazione e passare dalla svalutazione alla rivalutazione del lavoro intellettuale e creativo.


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